A Torino, da oggi fino a domenica, ci sono centinaia di migliaia di alpini, parenti, amici e simpatizzanti. Da brava penna nera cercherò, al megliod elle mie possibilità, di partecipare. Ma, per dare un’enfasi maggiore (per quanto possa esserlo qeusto post, e per quanto una manifestazione già così nota e bella ne abbia bisogno), scrivo qualche nota anche qui.
Tra qualche ora (17.30-18.30) passeranno le Frecce Tricolori sui cieli della città, mentre il weekend continua con notti bianche, cori, fanfare, la messa dell’alpino e l’adunata in giro per le vie storiche della prima capitale d’Italia!
W le Penne Nere!
W l’Italia!
Fri, May 6 2011 » Eventi » No Comments
Ovvero come andare a Roma senza vedere il Papa, ma portandosi un buon cardinale da casa….
Ieri (domenica) siamo andati in visita ad amici (una sorta di coppia alter ego, non me ne vogliano) in quel della città scaligera, o meglioi lì vicino, molto vicino.
La visita era dovuta alla new entry della famiglia, una bimba di una bellezza e simpatia uniche: certo, ha solo due settimane, quindi avrà tempo per rovinarsi come tutti noi.
Nel viaggio di andata e ritorno, lunghe file di automobili in coda per recarsi verso i laghi, verso il mare e, soprattutto, vista la nostra destinazione, al VinItaly, mi hanno fatto riflettere sulla situazione dell’Italia attuale.
In fondo, guardandoci bene intorno, non va poi così male, se la gente può permettersi di spendere (e quanto!) per andare a Gardaland o ad un fiera campionaria di settore per il vino, se non sbaglio ben lontani, sia gli alcolici che i giochi, da essere considerati beni di prima necessità. Lasciando da parte la domanda se ha senso pagare per andare a vedere una serie di bancarelle di venditori di succo d’uva (che io, per altro, adoro).
Quindi ci armiamo di pazienza e partiamo per tempo, che vuol dire fuori di casa per le 8:30 di domenica mattina, con quell’aria da ‘chi me lo ha fatto fare?’. Una splendida giornata, passata in casa a vedere la natura avere il sopravvento sul resto: la creatura è ancora giovane, ma ha ben chiare le sue priorità, che diventano automaticamente l’ordine del giorno per tutti quanti, famiglia e ospiti compresi.
Non sapendo cosa portare, e per non regalare doppioni o cose inutili, abbiamo pensato a qualcosa per i genitori, visto che la piccola ha tutto ciò che le serve (tette piene e pannolini puliti….)
Così, tra una poppata, un cambio, un sonnellino mai troppo lungo e continuo, cullate e ninna nanne impreviste e imprevedibili, comprese danze da pseudo-derviscio di un padre devoto e canzoncine d’autore al posto delle solite nenie, abbiamo trovato il tempo per godere di un buon pranzetto vegetariano (in onore della mia metà) e di un discreto Barolo del 2003 della Cantine del Barolo.
Pur avendo a che fare con nascituri, neonati in allattamento, donne incinte eccetera, la bottiglia, insieme ad una mezza di Ferrari rosé per il dolce, è finita in gloria, seguita a ruota dalla “Barack Palinka” (che credo si legga Boroz-Palinca) artigianale, un’acquavite di albicocca ungherese, che mi ha definitivamente sdraiato.
E’ stato talmente bello, passare la domenica in questo modo, che ho sentito il bisogno di scriverlo qui. Un diario non sarebbe bastato, anche pensando che tra pochi mesi sarà anche la mia vita. Spero che riuscirò a farlo con lo stesso entusiasmo e la stessa “qualità” espressa da questa coppia: un misto di preparazione, studio, passione e “tradizioni orali” veramente encomiabile.
Per la serie che nessuno ti insegna come si fa ad essere genitore, che non esiste un solo modo per farlo, e che l’impegno e la voglia di fare portano sempre ad un buon risultato.
E con questa chiusa un po’ banale e intrisa di luoghi comuni, non posso che, da mediocre piemontese, dire alla piccoletta: Bien Anùa (benvenuta!).
PS: a proposito di insegnamenti, abbiamo fatto e faremo tesoro delle molte informazioni e suggerimenti, anche perché tutto provato di persona molto di recente.
GRAZIE RAGAZZI!
Mon, April 11 2011 » Giri&Rigiri » 1 Comment
Località Tiboldi-Case Sparse 127
12043 Canale (CN)
Il posto è tra Alba, Monteu Roero, S.Stefano Roero e Canale.
vedere qui:
Una splendida visione tra le vigne.
Ci si arriva per una strada impervia, che passa tra i filari, dritta e verticale, in modo da dare il minor fastidio possibile al vigneto, e questo ci fa capire che qui è l’uomo che si è adattato a quello che la Natura gli ha chiesto.
Il luogo è un casale, probabilmente nato da una casa rurale, ristrutturato in modo egregio, lasciando a vista parti rustiche e mura di mattoni pieni, secondo uno stile abbastanza comune in Roero, così come in Langa e (in modo diverso) in Toscana.
In una corte chiusa da tre lati da piccoli edifici di 1-2 piani, due dei quali adibiti a camere della struttura alberghiera (è un agriturismo con 12 stanze, o almeno così mi pare) si trovano un giardinetto, allestito con poltrone e tavolini, il dehors del ristorante e una ringhiera dal alto aperto che da sul panorama collinare, veramente vasto. Appena sotto c’è una piscina, accedibile da alcune delle camere in modo diretto e riservato.
Al nostro arrivo, il dehors era occupato da un gruppo di giovani che consumevano il brunch domenicale mentre una coppia prendeva il sole a bordo piscina.
Aperitivo all’aperto, con un bianco (non sricordo se un arneis o un favorita, mi son perso il nome, ma era fresco e fruttato), accompagnato da cannolini di una sfoglia delicatissima ripieni di caprino e guarniti di un trito di erbe, e foglie di carta musica con lardo.
Nella corte, alcuni particolari quali ad esempio i segnavento a forma di gallo e di cavallo sui due lati di un tetto o le galline fermaporta in latta, mi fanno capire la cura del dettaglio dei proprietari.
Passando all’interno, mi rendo subito conto dell’attenzione nella ristrutturazione del locale e nella gestione dell’ospitalità. Mattoni a vista e travi ben curate, ma lasciate originali, una vecchia madia/credenza molto carina, molta luce naturale dalle grandi vetrate bow-window e spazio notevole tra i tavoli. Mentre sono in cerca dei servizi, mi soffermo ad osservare la cantina, che è solo vetrina di rappresentanza e non luogo di invecchiamento, ma che comunque pare molto ben fornita, anche di altri produttori di Langhe/Roero. Noto che di fianco a me alcuni dei ragazzi banchettanti stanno scegliendo, da una lista piuttosto fornita, un elenco di bottiglie da acquistare (il luogo è anche, e soprattutto, tenuta e cantina). Non vi posso ragguagliare sui prezzi (non visti, purtroppo) ma do un 9,5 alla qualità dei prodotti (motivo per cui non ho avuto modo di leggere i prezzi, dato lo stato alcolico).
Vi rimando al sito per cercare storia del perché del nome della cantina MALVIRA’ (girata dal lato sbagliato), è divertente….
La carta delle portate è limitata a 4-5 scelte per ogni piatto, ma con diverse cose interessanti (e anche intriganti), bilanciate sia nelle scelte (non troppo azzardate) che nelle descrizioni (pochi voli pindarici nelle spiegazioni).
Il personale, molto disponibile e quasi tutto femminile, ci ha permesso di variare i menu di degustazione a seconda delle idee e curiosità di ciascuno, costruendo percorsi differenti.
Pane e grissini, come il vino, sono preparati dalla casa. Perfetti i panini bocconcini a metà tra la pasta brioche e i panini dolci. Io ho preso il menu degustazione con abbinamento dei vini.
Si comincia con un piatto di benvenuto dedicato al 150° ‘Italia: tre mousse (zucchine, caprino, barbabietola) a formare la bandiera. Bella l’idea, troppa aria nel caprino, ma gusto più che discreto. 6,5.
Menu degustazione (il mio è stato l’unico senza varianti):
- Variazione della coscia: tre preparazioni del vitello (tartare, in fettine sottili avvolte a cilindro, e vitel tonné, lasciato rosa, con salsa tonnata lavorata tipo zabaglione salato) 7/8
- Baccalà, patate (viola) e tapenade di olive taggiasche: ottimo il pesce, cotto a fuoco basso per lungo tempo, morbido e delicato. Purea di patate viola senza infamia e senza lode. 6/7
Abbinato ai due antipasti ci hanno servito un bianco misto sauvignon-chardonnay-arneis di cui non ricordo il nome esatto, del 1999. Una bomba da 13,5 gradi, che mi ha piacevolemnet sorpreso, e lentamente sdraiato.
- Crema di zucca con tortelli al Castelmagno: la pasta spettacolare, con il formaggio che, fusoe cremoso, fuoriesce dal tortello al morso. Crema salata (ahimè). 7-
Abbinamento con un barbera molto buono (2006, di corpo con buona sapidità)
- Coscia d’oca confit al passito d’Arneis con cavolo viola: l’oca migliore mai mangiata, peggiorata da un cavolo troppo acido… oca 7/8 cavolo 6.
Abbinato un barbaresco molto tannico, ma con un retrogusto ben bilanciato.
- Dolce: “Il bianco e il nero” con salsa alla vaniglia e gelato al mandarino: cannolo di pasta sottile (tipo fillo) leggermente salata, ripiena di mousse tra il gianduia e il fondente, su base di torta al cioccolato fondente. 8 anche per la presenza del gelato di mandarino (un sorbetto cremoso), delicato e non troppo acido o dolce.
Abbinato al dolce il vino migliore (di cui ho chiesto il rabbocco, pur essendo vicino al coma etlico).
Renesium (8+ da solo): arneis da vendemmia tardiva, uve stramature o botristizzate, dal tipo di muffa nobile (botrytis cinerea), dai sentori perfetti di miele e caramello, e una consistenza non troppo liquorosa.
Finita la giornata con caffè e grappino. Ci siamo mossi di lì alle 5 del pomeriggio. Alla sera non ho mangiato. Un esperienza veramente soddisfacente.
da provare il nebbiolo preso dagli altri commensali: un nebbiolo Trinità del 2005, spettacolo di profumi intensi, in 13,5° di sapore e consistenza.
Nota sul vino: notiamo (come sempre è Davide a farci caso) che sull’etichetta c’è una linguetta con una freccia, e così sis copre un bugiardino-depliant veramente carino. il tutto è un’operazione chiamata il Vino Parlante
Il menu degustazione con l’abbinamento dei 4 vini, costa 65 euro, che io, invitato, non ho pagato. Vale veramente la pena.
Thu, April 7 2011 » Eventi, Giri&Rigiri » No Comments
E’ in organizzazione un allargamento di questo blog con una sezione di su e con i libri, non necessariamente di cucina….
Tue, March 16 2010 » Gambereading » No Comments
Sabato pomeriggio. Amena società vinicola fuori Mazzè di Caluso (Santa Clelia per chi volesse farci un giro), gestita da una coppia simpatica e capace, con il sorriso pronto e il vino buono.
Insieme con il gruppo degli amici di pentola (in cui inserisco i rispettivi consorti per il supporto logistico e organizzativo e danzante, China-Dancer sa perché), abbiamo messo in scena una festa di compleanno a buffet con più di trenta diverse preparazioni.
Il tutto allietato dalla voce suadente di un’amica (ex compagna delle superiori, reincontrata per caso e pe il piacere di ascoltarla) e dalle chiacchiere con gli amici, che sono ormai quasi dei familiari.
Appena possibile vi aggiungerò due foto, intanto per le ricette potete andare sul forum.
Mon, July 20 2009 » Eventi » 1 Comment
Un dolce fantastico, e particolarmente soggetto al trattamento che subisce, ma soprattutto all’umore dello chef.
Bisogna essere tranquilli e rilassati, ma contenmporaneamente è necessario prenderlo a schiaffi perché venga bene.
Appena mi arriva la ricetta la aggiungerò qui… Ma ne approfitto per dirvi che è ‘BUONOBUONOBUONOBUONOBUONOBUONOBUONOBUONO’.
Wed, June 3 2009 » Ricette » 1 Comment
Andare a Parma senza assaggiare il prosciutto o fare il giro di Busseto Soragna & co. senza passare per Zibello, e per il suo salume prelibato, sarebbe stato come insultare Verdi con una versione storpiata dell’Aida. Quindi l’entusiasmo profuso, quasi come pellegrini in Terra Santa, ci ha ripagato con prelibatezze veramente sublimi, di cui ci siamo portati dietro adeguato ricordo, al fine di non perderne memoria (SLURP).
Aggiungeteci la musica di Verdi, una rocca (Fontanellato) con fossato, cappella del Parmigianino e mercato dell’antiquariato tutt’intorno, e otterrete un fine settimana veramente interessante, che presto allargheremo a Felino e i suoi salumi.
Ultima scoperta la domenica, un posto che ci ha lasciato a bocca aperta (ma con mandibole in continuo movimento e salivazione copiosa).
La Buca, locale dall’apparente fisionomia da casale di campagna, riserva una prima sorpresa nella bussola d’ingresso, con un suo stile retrò.
Lasciata ad una allegra e numerosa comitiva l’area esterna, con tettoia molto alta e molto fresca, vista la giornata soleggiata, veniamo accolti nell’ingresso da una coppia di affettatrici manuali d’epoca, con tanto di piedistallo, a dimostrazione, semmai ne avessimo avuto bisogno, che eravamo ‘nel posto giusto’.
Un menu, consigliato ad assaggi dalla cameriera, molto ben riuscito, di cui aggiungerò poi, ci porta al termine di un pomeriggio mengereccio (siamo arrivati alle 14.30) con colpo di scena finale.
Al prezzo onesto (37 euro a testa), alla qualità eccelsa in quantità più che sufficienti, si aggiunge la simpatia della “signora cheffa”, simpatica matrona sulla sessantina, con capello grigio sotto il cappello bianco.
La signora, Cavaliere del lavoro come le sue socie (sorelle? O comunque parenti? Indagheremo la prossima volta, che sicuramente ci sarà), ci invita alla visita della cantina….
ESTASI!!!
Una parete di bottiglie di lambrusco e una di botti inframmezzate da salami a stagionare fanno da quinte ad uno spettacolo gastronomico da lasciare a bocca spalancata: il soffitto è formato da culatelli, e il profumo è talmente intenso da fare girare la testa. Non posso esimermi da infilarci in mezzo la testa (essere alti in questo caso aiuta)… Non sarei più uscito.
Sulla strada del ritorno, scopro che anche il parmigiano ha tutta una sfaccettatura di qualità e provenienze, oltre che stagionamenti diversi. Quindi, democraticamente, diamo posto anche al re dei formaggi, dopo esserci inchinati all’imperatore dei salumi.
E ora… insalatina per tutta la settimana BURP! Ma ne vale la pena (le foto appena riesco)
Mon, May 18 2009 » Giri&Rigiri » No Comments
Ingredienti
500 g cioccolato fondente
4 uova (solo tuorli)
500 ml di latte
150 g zucchero di canna
50 g farina
2 cucchiai rum
4-spices (pepe, cannella, zenzero, chiodi di garofano) + bacca di vaniglia (aperta e estratti i semi)
zenzero candito
Procedimento
1. sciogliere il cioccolato a 45-50° (togliendo dal fuoco, basso, e spatolando il cioccolato finchè fuso)
2. lasciare un po’ raffreddare e foderare dei pirottini da bignè
3. mettere in freezer
4. procedere con gli altri ingredienti per una crema, meglio se consistente (regolarsi con la farina). A fine cottura amalgamare il rum.
5. estrarre dal freezer i gusci, riempirli con la crema con sac-a-poche con apertura spizzata
6. guarnire con pezzetti di zenzero candito, passati nello zucchero di canna
7. tenere nel freezer fino a 30′ prima di servire.
NOTE:
- Più i pirottini sono piccoli, meglio viene (stile piccola pasticceria).
- Si possono variare i sapori (non avevo tempo altrimenti si possono aromatizzare le creme con diversi profumi)
- Si accompagna molto bene al caffè alla fine di una cena (provato ieri).
- Il cioccolato di Calcagno è una meraviglia, grazie luci.
Mi è mancata la foto, sarà per la prossima volta
Thu, May 7 2009 » Ricette » 2 Comments
Buongiorno. E buon lunedì.
Da oggi comincia una nuova gestione del sito, con un blog che comincia dal ringraziamento a Fabio, che lo ha messo in piedi.
A breve metterò un legame più serio con il forum (ultimi post, messaggio del giorno, ecc…), che per ora è nel link qui di fianco.
Sun, May 3 2009 » Ricette » 2 Comments